• SABATO 19 SETTEMBRE 2026 - S. Gennaro vescovo
Territorio

L'Università degli Studi del Sannio ha presentato il suo primo Bilancio sociale

L’Università degli Studi del Sannio ha presentato il suo primo Bilancio Sociale, questa mattina, presso la Sala Ciardiello della Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali. Nell’ambito delle iniziative per celebrare il Decennale dell’Ateneo sannita, è stato illustrato lo strumento che si propone come tappa iniziale di una riflessione sulla capacità di interazione dell’Ateneo sannita con la comunità locale, nazionale e internazionale. Il bilancio sociale rappresenta una scelta volontaria. Quello dell’Ateneo sannita è uno dei primi esempi avviati in Italia. Si tratta di un documento complementare al bilancio d’esercizio, un rendiconto quantitativo e qualitativo dell’attività dell’Istituzione, suddiviso in tre parti: identità; riclassificazione dei dati contabili e calcolo del valore aggiunto; relazione sociale. Alla presentazione sono intervenuti il rettore Filippo Bencardino; il prof. Paolo Ricci, supervisore scientifico del Bilancio Sociale; in rappresentanza dell’Assessorato regionale all’Università e Ricerca, il dott. Giuseppe Festinese; il presidente dell’associazione Gbs Franco Vermiglio, il prof. Elio Borgonovi, dell’Università Commerciale “Luigi Bocconi”; in rappresentanza della Facoltà di Economia la professoressa Antonella Malinconico; il preside della Facoltà di Ingegneria, Filippo de Rossi; in rappresentanza della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, il professor Filippo Russo; e il preside della Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali, Ennio De Simone. In rappresentanza delle Istituzioni locali sono interventi gli assessori comunale e provinciale, Italo Palumbo e Giorgio Carlo Nista. Sul significato della trasparenza e sulla necessità di una comunicazione diretta e chiara si è soffermato il rettore Bencardino: “Per l’Università – ha dichiarato – l’agire ‘eticamente’ è un imperativo costante: la formazione e la trasmissione del sapere, il progresso scientifico, l’innovazione non sono possibili se non sorretti da comportamenti ispirati alla trasparenza e alla riproposizione di un modello per i giovani in via di formazione e per l’intera comunità”. Il professore Ricci, che ha animato il lavoro, sostenuto da un folto gruppo di lavoro, ha illustrato il metodo utilizzato per la redazione del primo Bilancio Sociale, sottolineandone anche i punti di debolezza e le premesse da cui partire per continuare il percorso intrapreso. “Questa prima volta - ha affermato – emergono due aspetti su cui già matura l’impegno futuro dell’Ateneo: il giudizio degli stakeholder, che andrà ricercato attraverso una puntuale analisi; e l’asseverazione del documento, che consentirà il superamento dei limiti sempre presenti in un percorso che richiede scelte e misura in presenza di un elevato grado di autoreferenzialità”. “E’ una iniziativa importante che nasce in una Università cosciente - ha affermato il dott. Festinese -, dove si attua un’autonomia responsabile in relazione con il sistema economico e con gli altri attori presenti sul territorio. L’Università del Sannio – ha aggiunto – come laboratorio di un nuovo modello di governance degli atenei”. Per il professore Borgonovi resta di fondamentale importanza la capacità di fare sistema: “È indispensabile – ha detto – nel processo di formazione del futuro. E quello attivato dall’Università del Sannio è il percorso più virtuoso”. “Una scelta coraggiosa”, l’ha definita Franco Vermiglio, presidente dell’associazione GBS, il gruppo di studio per il Bilancio Sociale per le pubbliche amministrazioni che ha elaborato lo standard seguito dall’Ateneo sannita. “Il bilancio sociale – ha dichiarato – non è un semplice documento di programmazione, non è un documento contabile, ma è uno strumento dal quale emergono i valori ai quali si ispira l’Ateneo, gli obiettivi che persegue, la centralità dello studente. Mette in evidenza, insomma, aspetti interessanti per gli tutti gli stakeholder. Allo stesso tempo consente di fare massa critica, di crescere attraverso esperienze ed errori”.
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